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Caracas

Caracas y la revolucion bonita. Il processo in atto in Venezuela, la "revoluciòn Bolivariana", si è inaugurato formalmente con la vittoria elettorale del Tenente Colonnello Hugo Chávez Frìas del 1998. Quella che si presenta è una rivoluzione pacifica e legalista, ma armata e violenta se attaccata; di cui il principale protagonista è il popolo e la sua organizzazione, ma fortemente controllata a livello di gestione politica e sociale dalle Forze Armate e dal partito; volta ad affermare una democrazia partecipativa e protagonica e un sistema di sviluppo endogeno, ma pur sempre inserita in un sistema di produzione capitalista; per una America Latina unita contro ogni forma di neoimperialismo statunitense, eppure attenta a non provocare troppo il nemico. La vera anima dell’esperienza venezuelana è rappresentata dall’organizzazione popolare; la Costituzione del 1999 prevede l’articolazione delle singole comunità in entità autonome, autosufficienti, e in grado di giocare un ruolo di primo piano. In ambiti sociali prima degradati e lasciati a loro stessi, si sta riscoprendo la voglia e la necessità di unirsi e collaborare per portare avanti progetti nei settori più disparati del vivere comune: creazione di media comunitari, assemblee incaricate di gestire l’organizzazione territoriale della comunità, comitati finalizzati a incoraggiare e razionalizzare la mobilitazione politica. Dal 2003 il governo ha inaugurato un pacchetto di interventi di carattere politico-sociale all’interno delle comunità; tali missioni, finanziate con i proventi derivanti dal petrolio, si propongono di affrontare i problemi in materia di qualità della vita, salute, alimentazione, educazione e cultura, stimolando la partecipazione e la gestione diretta nei progetti stessi da parte della comunità. Chávez e il movimento bolivariano sono stati in grado di trasmettere un senso di identità, di appartenenza e di organizzazione ad una moltitudine di forze fino a quel momento disgregate e incapaci di percepirsi come alternativa politica. Per evitare pericolose degenerazioni e realizzare l’ideale di democrazia diretta e partecipativa risulta sempre più necessario approfondire l’organizzazione di quel popolo venezuelano ormai impossibile da lasciare al margine; e questo, forse, sarà possibile solo attraverso il superamento dello stesso Chávez e dell’assetto istituzionale rivoluzionario.

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