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Giammaria De Gasperis

Giammaria De Gasperis

Travel History

Profession: Chief editor and exhibiti
Status: RVM magazine
Location: Sora Fr , Italy
Home base: Sora, L'aquila, Italy
Email: •••••••• (private)
Languages spoken: italian, english
Organization: Rearviewmirror magazine
MSN Messenger: giammariadg@hotmail.it
Skype: Giammaria giammaria.de.gasperis
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Oniontown exhibition

Oniontown Exhibition (Nadia Shira Cohen)

Oniontown Exhibition

Foto di Nadia Shira Cohen
a cura di Giammaria De Gasperis e Valeriano De Gasperis

Ora e luogoInizio: giovedì 8 gennaio 2009 alle ore 19.00
Fine: domenica 25 gennaio 2009 alle ore 22.00
Luogo: B>Gallery
Indirizzo: Piazza Santa Cecilia, 16
Città/Paese: Rome, Italy
Telefono: 390658334365
E-mail: info@b-gallery.it

Oniontown

Fotografie di NADIA SHIRA COHEN

a cura di Giammaria De Gasperis e Valeriano De Gasperis

Immerso nei boschi in Dover Plans, fuori New York, sulla strada 22, si trova Oniontown. Un posto dove gli abitanti non vanno per paura di “essere uccisi”, dicono, etichettando in questo modo le persone che vivono lì. Oniontown è un luogo abitato da una grande famiglia allargata all’interno di un gruppo di roulotte.
Nonostante molte famiglie vivano con assegni di sostentamento e pensioni di invalidità, sono piuttosto emarginate e vivono completamente dei prodotti della loro terra, cacciando cervi nei boschi dell’entroterra e allevando animali da vendere.
Molti bambini vivono in case diroccate, alcuni con un genitore in prigione, mentre altri vengono allontanati dai genitori. Questi bambini prendono amore dove possono trovarlo, spesso dai nonni e dai bisnonni, creando un vero e proprio ambiente comune tra le sei roulotte che formano Oniontown.

“Eppure Oniontown possiede in sé qualcosa di dolce, di sensato, di completo. Situata alla fine di una strada morta, nella contea di Duchess, a poca distanza dai bagliori di modernità di New York, questa piccola comunità ha una realtà a sé stante, anacronistica e intera al tempo stesso. Quasi decadente, nella versione nostalgica del termine. Sono quei brutti sporchi e cattivi di un tempo che fu, quelli che avevano ancora valori, che proteggevano e custodivano la loro famiglia, che sapevano fare branco, che appartenevano comunque ad una comunità, per quanto borderline, cui tributare fedeltà e affetto.
Nadia Cohen è riuscita ad entrare nelle profondità delle pieghe sfaccettate di Oniontown, con un passo tanto leggero e impalpabile da rendersi invisibile prima, addirittura accettata poi. E ha raccontato Oniontown per quella che è, con le sue brutture e gli scorci belli, le piccole storie incredibili nascoste da quelle fragili pareti, gli animali, i programmi orribili guardati in televisione, le meraviglie e gli orrori, sulle note immaginarie di un carillon un po’ stonato, il ricordo di un parco divertimenti ormai vetusto, che nessuno considera più.”

Dal testo critico di Chiara Oggioni Tiepolo.

21 Dec 2008 18:12 | 0 replies

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