"DIYARBAKIR Alla vigilia del Newroz un venditore di giornali vaga tra la folla di fronte al DTP (partito politico filo curdo). Nonostante siano stati autorizzati verso la fine degli anni 90, i giornali curdi devono subire chiusure da parte delle autorità turche ed i giornalisti pressioni o incarcerazioni sommarie. Scrivere "Kurdistan" o mostrare il volto di Ocalan (leader del movimento curdo PKK) può essere considerato istigazione al terrorismo. Lo scorso anno il direttore di Azadiya Welat fu condannato a 100 anni di carcere per continuata propaganda." ©Pier Casotti | Lightstalkers
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Alla vigilia del Newroz un venditore di giornali vaga tra la folla di fronte al DTP (partito politico filo curdo). Nonostante siano stati autorizzati verso la fine degli anni 90, i giornali curdi devono subire chiusure da parte delle autorità turche ed i giornalisti pressioni o incarcerazioni sommarie. Scrivere "Kurdistan" o mostrare il volto di Ocalan (leader del movimento curdo PKK) può essere considerato istigazione al terrorismo. Lo scorso anno il direttore di Azadiya Welat fu condannato a 100 anni di carcere per continuata propaganda. (image by Pier Casotti)
DIYARBAKIR Alla vigilia del Newroz un venditore di giornali vaga tra la folla di fronte al DTP (partito politico filo curdo). Nonostante siano stati autorizzati verso la fine degli anni 90, i giornali curdi devono subire chiusure da parte delle autorità turche ed i giornalisti pressioni o incarcerazioni sommarie. Scrivere "Kurdistan" o mostrare il volto di Ocalan (leader del movimento curdo PKK) può essere considerato istigazione al terrorismo. Lo scorso anno il direttore di Azadiya Welat fu condannato a 100 anni di carcere per continuata propaganda.
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